Perchè mi piace raccontare la mia vita nel blog? Perchè per me è come una sorta di diario. Voglio imprimere nero su bianco un viaggio, un’esperienza, una riflessione… per poi rileggere ciò che ho scritto qualche tempo dopo, qualche anno dopo. Non voglio dimenticare nulla, nessun piccolo dettaglio. Il fatto che poi ciò che scrivo venga letto da tante persone mi gratifica. Anni fa avevo un blog in cui scrivevo in anonimo, perchè mi vergognavo. Poi degli amici mi hanno spronata a rendere pubblico questo mio piccolo segreto, ed in cambio ho ricevuto tanto: mai scelta fu più giusta per me.

Il mio primo post in assoluto parlava di capelli colorati: rosa, viola. blu… di quanto li avrei voluti io i capelli rosa… e ricordo ancora perfettamente l’emozione che ho provato quando ho premuto sul pulsante “pubblica” la prima volta. Ho aperto quel blog una sera, così, cazzeggiando su internet, senza neanche sapere bene cosa fosse, come funzionasse. Sono sempre stata attratta dal mondo del web, sono una piccola, microscopica “smanettona”. Mi sono lanciata. “Ma sì, proviamo”, mi sono detta.

Non sapevo neanche chi fosse Chiara Ferragni, nel 2014. Quindi no, non mi sono ispirata a lei. Lungi da me averlo anche solo pensato. Non sono una fashion blogger, per quanto io sia sempre informata sulle nuove tendenze di moda. Adoro le borse. Come tutte le donne. E sbavo davanti alle vetrine dei negozi in cui non posso permettermi neanche di entrare, non sia mai che mi facciano pagare l’aria che respiro. Quindi mi accontento di Zuiki, che fa pure delle cosine parecchio fighe.

Non mi reputo neanche una beauty blogger: quello lasciamolo fare a Clio Makeup, o alle tantissime appassionatissime fissatissime con il trucco. Però mi piace truccarmi, mi sono destreggiata con il counturing (ma il pataccone in faccia non fa per me) e mi piace ogni tanto mettermi le ciglia finte.

Food blogger? Figuriamoci. Le mie ricette sono le più semplici del mondo. Un bambino le potrebbe replicare ad occhi chiusi. Però hanno avuto migliaia e migliaia di visualizzazioni. E cerco sempre di impegnarmi a fotografare quella cavolo di Torta Mars che è instagrammabile come una banana marcia, e pure marrone.

Nel mio blog racconto anche le mie riflessioni personali su tanti argomenti, e anche i momenti di difficoltà che ho dovuto affrontare: è stato terapeutico. Ricevere tanti messaggi di incoraggiamento mi ha davvero aiutata. DAVVERO.


Se ci capita di fare qualche viaggetto mi piace fissare tutto, con tante foto ricordo.

Quindi “blogger” mi basta. Da quando è nato Oliver l’appellativo “mamma blogger” mi calza sicuramente meglio, forse perchè essere mamma per me è la cosa più bella del mondo.

Non ho un’identità precisa e delineata: ho troppe passioni. Probabilmente non eccelgo in nessuna, ma cerco di fare un pò di tutto, di tutto un pò. In fondo, è stata la prima cosa che ho scritto nella mio bio (QUI): “Come posso descrivermi? La Polly E’ UN CASINO”.

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La Polly

Anna, 31 anni, mamma di Oliver.
Buona forchetta, da piccola volevo fare la parrucchiera, l’estetista, la disegnatrice di fumetti, la cantante, la ballerina, l’attrice, la psicologa, la velina e la scrittrice. Oggi sono impiegata contabile.
Innamorata del mondo handmade, adoro le sigle di Cristina d’Avena ma ascolto volentieri anche i Metallica. E sogno di cantare “Dancing Queen” in un musical dedicato agli Abba.
Colleziono film, serie tv, libri ed e-book. Tutti rigidamente catalogati in ordine alfabetico. Un po’ fissata con l’ordine nel pc, chiavette, hard-disk… Poi vabbè… Il letto lo faccio di tanto in tanto…
Adoro leggere, scrivere, sperimentare, azzardare, curiosare ed imparare.E sentirmi figa se poi riesco ad insegnarlo a qualcuno.
La Polly
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