Giorno 1

Sto scrivendo dalla camera blindata dell’ospedale di Padova, reparto radioterapie. Solo 9 mesi fa ero nel reparto maternità. Che stronza la vita a volte. Sembra quasi prenderti per il culo. Un giorno ti dà la carota, quello dopo il bastone. Anzi no, una bastonata dritta dritta nei maroni che ti sono cresciuti nel frattempo…

Sul blog non avevo ancora scritto nulla in merito; chi mi conosce e mi segue sui social invece sa già di cosa sto parlando.

A fine maggio, mentre mi godevo a pieno la mia maternità, ho scoperto di avere un nodulo alla tiroide. “Stai tranquilla che non è brutto”, mi rassicuravano i dottori, “E’ solo grosso” (4,5 cm) … mi sono anche sentita dire da quello che mi ha fatto l’ecografia: ” Se fosse brutto, dalle dimensioni che ha, saresti già morta”.

Poi arriva l’esito dell’ ago aspirato: carcinoma papillare con presenza di cellule tumorali maligne.

Non posso dirvi come mi sono sentita in quel momento, nonostante il ricordo sia ben vivido dentro di me (… e presumo non lo scorderò mai). Posso solo dirvi che mi tremavano le mani dalla paura. Paura di non veder crescere mio figlio, per lo più. Io manco sapevo cosa fosse la tiroide…

Nel giro di qualche giorno ho fatto la visita dal chirurgo e dopo meno di un mese mi è stata asportata tutta la tiroide. L’operazione è andata bene e sto prendendo la pastiglia sostitutiva della tiroide, che dovrò prendere a vita e per la quale stiamo valutando il dosaggio.

Ed ora sono qui. In isolamento. Oggi ho preso la fantomatica pastiglia radioattiva, seguendo scrupolosamente le istruzioni dell’infermiera che dalla porta mi diceva cosa fare; sembrava stessi aprendo una bomba nucleare. Ecco, appunto… mi soffermo un attimo su questo punto, importantissimo.

Le cause dei tumori alla tiroide sono diverse. Ma la prima è dovuta al disastro di Chernobyl:

Ucraina settentrionale, 26 Aprile 1986. Contaminati: 5.500.000 persone, ufficialmente. Contaminanti: polveri di sostanze radioattive.

Ufficialmente si parla di 4.000 casi di cancro alla tiroide tra Bielorussia, Ucraina e Russia, per l’esposizione nel solo periodo 1992-2002. Le cifre delle associazioni indipendenti sono 10 volte superiori. I più colpiti sono i bambini e i ragazzi sotto i 14 anni di età, perché assorbono grandi quantità di radiazioni attraverso il latte. A tutt’oggi, nell’area considerata ufficialmente contaminata, vivono ancora 5 milioni di persone fra le quali si registra un’alta diffusione di patologie dermatologiche, respiratorie, infertilità e malformazioni.

Vi lascio i link di due articoli di Focus molto interessanti in merito:

http://www.focus.it/cultura/storia/chernobyl-quando-e-esplosa-la-centrale-nucleare

http://www.focus.it/tecnologia/innovazione/il-sarcofago-della-centrale-nucleare-di-chernobyl

Scusate la parentesi ma mi sembrava doverosa. Purtroppo gli effetti di questo disastro li stiamo pagando ancora adesso.

Dunque, non prendete sottogamba questa cosa. La prevenzione è l’unico strumento che abbiamo a disposizione. E usiamolo! Io l’ho scoperto da un semplice esame del sangue e poi ovviamente ho approfondito con ecografia e esame istologico.

Ma torniamo a me. Ingerisco questa capsula tramite una specie di cannuccia perchè non si può toccare con le mani. Tutta una prassi particolare. Appena ingerita ho provato una sensazione di ansia misto a qualcosa che non so descrivere, perchè sai che non stai prendendo un integratore di sali minerali. Però passato il primo quarto d’ora ho cercato di non pensarci troppo. Il mio per fortuna non è un dosaggio alto, ma gli effetti collaterali sono comunque molto soggettivi.

Gli infermieri possono entrare solo per portarci da mangiare, e pertanto sono monitorata da una telecamera in stile GF.

Mi portano la colazione verso le 16:00 (ero a digiuno dalla sera precedente). Poi alle 18:00 cena leggera. E mi sento abbastanza bene. Alle 23:00 mi addormento.

giorno 2

Mi sveglio alle 7:00 grazie al casino che fanno gli infermieri fuori dalla porta, ma comunque riposata dopo una bella dormita nonostante il letto scomodo e sfondato.

Mi misurano il livello di radioattività con uno strumento apposito e faccio colazione. Oggi e domani devo bere almeno 2,5/3 litri di acqua, perchè lo iodio radioattivo in eccesso viene smaltito principalmente attraverso la pipì.

Sto abbastanza bene e spero di rimanere così anche nei prossimi giorni. Per passare il tempo ho portato con me il telefono, il pc e il kindle. L’unica accortezza per questi oggetti quando tornerò a casa sarà quella di non farli toccare a nessuno per una decina di giorni, mentre parte dell’abbigliamento che indosso preferisco farlo smaltire dall’ospedale.

Devo inoltre succhiare una caramella ogni mezz’ora per tenere attivata la salivazione: le ghiandole salvari potrebbero infiammarsi e causarmi un grosso fastidio; così facendo limito il rischio, ma per me non è di certo un sacrificio mangiare caramelle a go go!

Sto facendo delle videochiamate con mia mamma per vedere Oliver, e mi manda foto in continuazione per alleviare questo vuoto immenso: è la cosa più difficile di tutta questa storia.

A fine giornata ho bevuto più di 4 litri di acqua.

giorno 3

In mattinata altra misurazione della radioattività: “Sta scendendo”, mi dicono. Poi vado a fare la scintigrafia: sono un pò in ansia per questo esame, ma lo faccio superando anche le mie fisime claustrofobiche e me ne torno in camera.

Dopo un pò entrano e mi dicono che non possono dimettermi perchè non ho smaltito abbastanza radiazioni: ogni corpo reagisce a suo modo e per tornare a casa devo scendere sotto il livello di sicurezza. Fantastico.

Più tardi la dottoressa viene a comunicarmi l’esito della scintigrafia e mi dice che “in teoria” vado a casa domani. In teoria. Sì, perchè per quanto io possa bere cisterne di acqua lo iodio si è concentrato ben bene sulla zona tiroidea, e decide il mio corpo come e in quanto tempo espellerlo.

Quindi bevo comunque tutto il giorno… Provo solo un pò di indolenzimento e gonfiore nella zona del collo… ma a parte questo tutto ok.

giorno 4

Alle 7.00 mi svegliano per la misurazione: stavolta ci siamo e mi dicono che nel pomeriggio posso tornare a casa. verso le 15:00 ho il colloquio con la dottoressa che mi consegna le dimissioni e che mi spiega la situazione. La scintigrafia è andata bene: questo era quello che volevo sentirmi dire, la notizia che aspettavo con tanta ansia. Saluto e finalmente posso tornare a casa mia, seguendo un pò di accorgimenti, ma comunque serena.

Potrò vedere Oliver dopo 10 giorni dal mio ritorno a casa…

Tra l’operazione, le radioterapie e il distacco da Oliver, quest’ultimo è senza dubbio per me lo step (se così si può chiamare…) più difficile. Ma so che lo sto facendo per il suo bene.

Mi rendo conto di aver scritto questo post in maniera un pò meccanica, perchè è così che mi sento in questi giorni…modalità robot. Non posso lasciarmi andare troppo ai sentimenti perchè ho paura di un crollo… è la mia difesa: nei momenti difficili mi trasformo in una sorta di automa. Non ci posso fare niente. Poi quando finalmente potrò vedere mio figlio mi lascerò invadere da quel turbine di emozioni che mi travolgerà profondamente. Perchè io sono fatta di quello. Di emozioni e sentimenti, come tutte le mamme.

Ho avuto un piccolo cedimento prima quando ho portato la spesa per Oliver a casa di mia mamma. Ovviamente non sono entrata e non l’ho visto, e non sono stata capace di trattenere le lacrime. Sarebbe DISUMANO pretendere da me stessa di rimanere “impassibile” in quella situazione, sapendo che dall’altra parte della porta c’era il mio bambino. Però col cavolo che lo faccio ancora! La prossima volta la spesa la faccio portare a mio marito.

Quindi mi dico da sola “forza e coraggio”. E chissà che finalmente possa riprendere in mano la mia vita e chiudere questa esperienza nella scatola dei ricordi.

La Polly
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La Polly

Anna, 30 anni, mamma di Oliver.
Buona forchetta, da piccola volevo fare la parrucchiera, l’estetista, la disegnatrice di fumetti, la cantante, la ballerina, l’attrice, la psicologa, la velina e la scrittrice. Oggi sono impiegata contabile.
Innamorata del mondo handmade, adoro le sigle di Cristina d’Avena ma ascolto volentieri anche i Metallica. E sogno di cantare “Dancing Queen” in un musical dedicato agli Abba.
Colleziono film, serie tv, libri ed e-book. Tutti rigidamente catalogati in ordine alfabetico. Un po’ fissata con l’ordine nel pc, chiavette, hard-disk… Poi vabbè… Il letto lo faccio di tanto in tanto…
Adoro leggere, scrivere, sperimentare, azzardare, curiosare ed imparare.E sentirmi figa se poi riesco ad insegnarlo a qualcuno.
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