La mia vita si è tinta di azzurro. Così come la mia casa. E il mio profilo Instagram.

Dalla nascita di Oliver è diventato il mio colore preferito.

Tutine, copertine, peluche, fiocchi, regali… Tutto azzurro, in tutte le sue sfumature.

Ora in casa ho 3 pistolini… Oliver, Mauro e Ughetto. 2 russano come trattori. Indovinate chi…!

Non pensavo che Ughetto prendesse così bene l’arrivo di Oliver: è premuroso e protettivo nei suoi confronti. Quando gli faccio fare il ruttino, per velocizzare la cosa comincio a camminare per il soggiorno, e Ughetto calca ogni passo che faccio! In pratica la nostra ombra.

Sapevo di aspettare un maschietto già dal giorno stesso del concepimento. Sentivo di essere rimasta incinta e sentivo che sarebbe stato un “lui”. Io credo nei segni del destino: quel giorno, mentre stavo andando al lavoro, in distanza ho notato qualcosa rotolare nella mia direzione: era un fiocco azzurro. Proprio quel giorno… E ne ho viste di cose rotolare per la strada, ma il fiocco non mi era mai capitato… fino ad allora.

C’è stata un’altra cosa che mi ha fatto pensare che la mia sensazione fosse giusta: era il periodo degli europei di calcio e non mi perdevo una partita che fosse una… guardavo anche 2 partite al giorno. Fissata proprio. Non parliamo di quando giocava l’Italia. Saltavo letteralmente sul divano, con mio marito preoccupato per l’incolumità del bambino… E non era da me, considerando che sono malata di serie tv… Strano era strano…

Poi, quando arrivò la conferma dall’ecografia, l’emozione è stata immensa: le mie sensazioni erano esatte.

E pensare che nella mia testa fin da piccola avevo sempre progettato che un giorno avrei avuto una bambina che avrei chiamato Mia, le avrei comprato tanti vestitini rosa e fatto le trecce, e giocato con lei con le Barbie e i vari bambolotti di turno. L’avrei iscritta a danza, o canto… e sarebbe diventata una ballerina o una cantante della scuola di Amici di Maria de Filippi.

Invece aveva il pisellino ben evidente già al quarto mese. E adesso? Come lo chiamiamo?!? Che nome si può dare a un maschio???

Abbiamo passato tutti i nomi dalla A alla Z e non ne abbiamo trovato uno che ci piacesse per nostro figlio. Poi finalmente IL nome che ha messo d’accordo me e Mauro: OLIVER. No, non come Oliver Twist di Charles Dickens, o Oliver Stone, il regista da premio Oscar. Ma come Oliver Queen, il super figo della serie tv “Arrow”, alias “Freccia verde”. Sì, proprio lui. Ed è l’unico nome ad essere stato promosso all’unanimità anche dai futuri nonni e zii…

Deciso il nome dovevo entrare nell’ordine delle idee che in futuro avrei giocato con macchinine, lego e soldatini. Avrei comprato tutine azzurre e pantaloncini. Ma sapete che vi dico? Che in realtà, da quando il fagiolino si è insediato nella mia pancia, da quando ho visto quel fiocco azzurro rotolare, si faceva sempre più forte dentro di me il desiderio di avere un maschietto.

E quel maschietto è diventato la ragione della mia vita: una vita tinta di azzurro.

                     

Polly.

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La Polly

Anna, 30 anni, mamma di Oliver.
Buona forchetta, da piccola volevo fare la parrucchiera, l’estetista, la disegnatrice di fumetti, la cantante, la ballerina, l’attrice, la psicologa, la velina e la scrittrice. Oggi sono impiegata contabile.
Innamorata del mondo handmade, adoro le sigle di Cristina d’Avena ma ascolto volentieri anche i Metallica. E sogno di cantare “Dancing Queen” in un musical dedicato agli Abba.
Colleziono film, serie tv, libri ed e-book. Tutti rigidamente catalogati in ordine alfabetico. Un po’ fissata con l’ordine nel pc, chiavette, hard-disk… Poi vabbè… Il letto lo faccio di tanto in tanto…
Adoro leggere, scrivere, sperimentare, azzardare, curiosare ed imparare.E sentirmi figa se poi riesco ad insegnarlo a qualcuno.
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