Finalmente anch’io sono riuscita a visitare l’ Expo 2015! Come tutti sappiamo il tema è “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”.

Ovviamente per riuscire a vedere tutto ci vogliono almeno 3 giorni interi, ma sono comunque molto soddisfatta di quello che sono riuscita a visitare.

Sveglia ore 04:30, partenza prevista per le 05:40 (io, mio marito e una coppia di amici). Arrivo a Milano alle 07:30 circa; siamo davanti all’ Expo poco dopo mezz’oretta scarsa. Apertura cancelli alle 09:00.

Per cercare di evitare di metterci in coda per ore già dal primo padiglione, varcata la soglia dei cancelli abbiamo corso come dei pazzi per arrivare al Palazzo Italia: era un pò che non mi facevo una corsetta e dopo 50 metri avevo già il cuore il gola….ma dovevo farcela, così, immaginando un muffin gigantesco al cioccolato ad attendermi come premio all’arrivo, ce l’ho fatta! Ovviamente eravamo tra i primi ad entrare, ma dopo 10 minuti c’era già una lunga fila in attesa di entrare.

I padiglioni che ho avuto modo di visitare sono 10, nel seguente ordine:

  1. Italia
  2. Colombia
  3. Cina
  4. Azerbaijian
  5. Emirati Arabi
  6. Kazakhstan
  7. Padiglione del vino
  8. Austria
  9. Cile
  10. Russia

 

ITALIA

(foto padiglioneitaliaexpo2015)

Sono state raccontate le quattro “Potenze Italiane” con l’aiuto delle 21 Regioni e Province autonome:

La Potenza del Saper Fare: 21 personaggi raccontano storie di professionalità applicata degli italiani, in arte e manualità;
La Potenza della Bellezza: ci sono 21 panorami e 21 capolavori architettonici che raccontano la bellezza dell’Italia;
La Potenza del Limite: qui ci sono 21 storie di impresa agricola, agroalimentare, artigianale che raccontano la capacità di esprimere il meglio di noi nelle circostanze più proibitive, di coltivare vigneti di eccellenza su cucuzzoli aridi e non meccanizzabili, la potenza più vicina alla virtù del limite.
La Potenza del Futuro: viene raccontata attraverso un vivaio di 21 piante rappresentative delle Regioni: la Piazza del Campidoglio a Roma, dove Michelangelo creò il mosaico dell’armonia rinascimentale. Dal mosaico si leva un grande Albero, l’Albero della Vita, una struttura di acciaio e legno, alta 37 metri, con 25 metri di apertura, pensata dal designer e creativo Marco Balich e collocata al centro della Lake Arena.

Sono rimasta letteralmente affascinata dalla sala specchi e dalle bellissime foto delle ricchezze del nostro Paese. E’ il padiglione che più si presta a fare stupende fotografie con sfondi che il mondo intero si sogna. Mi ha molto colpito ed emozionato la sezione dedicata alla “Ricostruzione della bellezza”, con un video del crollo degli affreschi della Basilica di Assisi nel sisma del 1997 e la loro ricostruzione.

COLOMBIA

(foto expo2015.org)

Grazie alla sua posizione geografica e alla sua vasta disponibilità di risorse naturali, la Colombia è la prova che si può raggiungere un equilibrio tra uomo e natura.
A differenza della maggior parte dei Paesi, non è soggetta al mutare delle stagioni data la sua vicinanza geografica all’equatore. I cambiamenti di clima hanno come unica variabile l’altitudine: all’interno del territorio colombiano si può passare da 0 a oltre 5000 metri sul livello del mare e attraversare tutti i cinque “piani termici” esistenti al mondo.

Di questo padiglione ho apprezzato molto la presenza di esperti, tra cui 2 colombiani, che ci hanno spiegato le caratteristiche ambientali e climatiche della Colombia, il video interattivo e l’ ascensore virtuale, davvero ben fatto!

CINA

http://www.expo2015.org/cs/Expo/1392228344336/dettaglio_news_835x500.jpg
(foto expo2015.org)

Il tema scelto dalla Cina incarna l’atteggiamento di gratitudine, di rispetto e di cooperazione del popolo: la terra nutre l’uomo dalle origini, la speranza è la prospettiva di un futuro in cui il cibo consenta la vita di tutti.

Devo dire che ha un pò deluso le mie aspettative, non tanto per la struttura, molto bella, ma per i contenuti poco chiari. Diciamo che mi sono rimasti impressi solo gli ombrellini tipici cinesi appesi al soffitto. Per non parlare della noia mortale del video; tra l’ altro, a mio modesto parere, si poteva investire di più sulla qualità delle immagini poste sui monitor sopra il video (e sulla quantità dei monitor stessi! -volevano fare una cosa figa ma secondo me hanno fatto una cazzata!-).

AZERBAIJIAN

(foto milanoexpo2015.it)

Gli itinerari tematici proposti dall’ Azerbaijian hanno lo scopo educativo di proporre il Paese come grande produttore ed esportatore di prodotti alimentari biologici sani e genuini, di promuovere le sue grandi tradizioni storiche e culturali in ambito alimentare e favorire l’introduzione di una nuova visione politica incentrata su sviluppo sostenibile, biodiversità e salute delle generazioni future.

Molto d’ effetto le aiuole con fiori colorati che si illuminano sfiorandoli con la mano e che producono i suoni della natura azera e l’ area dedicata al cibo con i video interattivi. L’ ho apprezzato in particolare per la struttura caratteristica ed i bellissimi colori.

EMIRATI ARABI

(foto expo2015notizie.it)

Il Padiglione degli Emirati Arabi Uniti esplora le sfide reali che si presentano nel nutrire il pianeta, in particolare nei temi intrecciati di terra, cibo, energia e acqua. Inoltre evidenzia anche alcune delle soluzioni innovative che gli Emirati Arabi Uniti hanno sviluppato in questi settori.

Interessante dall’ inizio alla fine, perchè interattivo e ben chiaro nel suo messaggio. Sono rimasta incantata dal cinema dallo schermo gigante realizzato con una tecnologia all’ avanguardia: il filmato è diretto e commuovente. Impressionante il plastico, davvero realistico! Molto bella anche l’ area dedicata all’ anteprima dell’ Expo 2020 che si terrà, appunto, negli Emirati Arabi.

KAZAKHSTAN

(foto designerblog.it)

Il padiglione kazako, che occupa un’area complessiva di 2.396 metri quadri, mira a sensibilizzare il visitatore sul tema della tutela delle risorse agricole e naturali, sulla cultura e sull’idea dello sviluppo sostenibile.

Il mio preferito in assoluto. Nella prima sala un’artista racconta la storia del Paese creando bellissime immagini con la sabbia. Poi si passa a una sala suddivisa in sei tappe: la scienza agronomica kazaka, le risorse naturali, l’uso dell’acqua, le nuove tecniche agricole sostenibili e l’acquacultura.
Il Padiglione Kazako ospita un acquario con storioni del Caspio, da cui si ottiene il famoso caviale. E poi assaggi di latte di cavalla fermentato (che sa di formaggio acido andato a male…), droni volanti, la storia delle mele giganti… Conclude l’esposizione una sala 3D, con un filmato mozzafiato e poltroncine dinamiche (meglio di Gardaland!). Nel 2017 il Kazakistan ospiterà un’Esposizione Internazionale dedicata all’Energia del Futuro.

PADIGLIONE DEL VINO

(foto expo2015.org)

Il progetto del Padiglione è stato messo a punto dal Ministero e da Veronafiere con Vinitaly. Un percorso affascinante, interattivo e multisensoriale che si snoda lungo tre piani: dalla Domus Vini al piano terra, fino alla Terrazza a copertura della struttura, passando per la Biblioteca del Vino al primo piano, un’area per degustare le grandi produzioni italiane.

Da orgogliosa veneta e amante del buon vino sono fiera nel dire che il vino veneto è leader nel’ export mondiale,e, oltre ad avere caratteristiche uniche, e’ un settore trainante per l’economia regionale. Le wine-cards costano 10 euro e danno diritto all’assaggio di 3 vini tra un’ampia scelta di etichette selezionate e fornite da Vinitaly Wine Club (più un grissino con una fetta di prosciutto cotto Ferrarini) ed è possibile portarsi a casa il calice. Siamo stati fortunati perchè non c’era molta gente: un ambiente totalmente estraneo alla confusione che c’ era all’ esterno, un bel momento di relax (mancavano solo le sedute e poi sarebbe stato perfetto!).

AUSTRIA

(foto expo2015.org)

Il Padiglione dell’Austria riproduce il microclima di un bosco austriaco. Ai visitatori è proposta l’esplorazione di uno spazio che, in assenza di climatizzazione, è raffreddato dal naturale effetto rinfrescante della evapotraspirazione delle piante.

Un polmone verde che induce il desiderio di un mondo più pulito, offrendo un modello per l’attuazione di pratiche urbane in grado di garantire una migliore qualità della vita e dimostrando i vantaggi di una politica di rimboschimento contro il declino globale delle aree verdi.

Ho apprezzato molto la riproduzione della foresta…poi ho visto la Sacher… e non ci ho capito più niente. (E sono rimasta con la voglia.)

CILE

(foto expo2015.org)

L’accesso al Padiglione del Cile è caratterizzato da un’architrave in legno sollevata da quattro pilastri di cemento che vuole ricreare l’orizzonte temperato tipico dell’architettura cilena.

Anche qui un video a schermo gigante… se posso permettermi un pò noioso rispetto agli altri (mai come quello della Cina!), nel quale vengono mostrati i diversi ecosistemi che contraddistinguono questo Paese. All’ esterno una zona relax con panche e tavoli, e una bella varietà di prodotti cileni in vendita, cosa che ho apprezzato e che quasi nessun Padiglione ha proposto.

RUSSIA

(foto expo2015.org)

Il Concept del Padiglione russo a Expo Milano 2015 riflette il significativo contributo alla sicurezza alimentare globale che la Russia ha portato e continuerà a portare al Pianeta grazie al suo patrimonio scientifico e agricolo dall’ enorme potenziale.

Abbiamo fatto una toccata e fuga perchè eravamo molto stanchi (o meglio, IO ero molto stanca…) e ho scoperto solo successivamente che nella parte superiore dell’edificio ci sono giardini pensili che ricordano Babilonia e che da questo punto il panorama è stupendo. Mannaggia a me.

Concludendo… giornata molto interessante e da ripetere sicuramente, nonostante la pioggia (avevo l’ acqua nei calzini). Probabilmente è stata anche la nostra fortuna, in quanto non c’era l’ affluenza di visite del giorno precedente (quasi 100.000 persone in meno!).

Sto valutando l’idea di tornarci un altro giorno per visitare altri padiglioni che meritano davvero, in primis il Giappone, ma vorrei poter vedere anche Germania, Regno Unito, Francia, Marocco, Angola, Brasile, Svizzera e Padiglione Zero (e magari faccio un salto in Austria per sbaffarmi una fetta di Sacher!).

A presto, Polly.

 

La Polly
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La Polly

Anna, 30 anni, mamma di Oliver.
Buona forchetta, da piccola volevo fare la parrucchiera, l’estetista, la disegnatrice di fumetti, la cantante, la ballerina, l’attrice, la psicologa, la velina e la scrittrice. Oggi sono impiegata contabile.
Innamorata del mondo handmade, adoro le sigle di Cristina d’Avena ma ascolto volentieri anche i Metallica. E sogno di cantare “Dancing Queen” in un musical dedicato agli Abba.
Colleziono film, serie tv, libri ed e-book. Tutti rigidamente catalogati in ordine alfabetico. Un po’ fissata con l’ordine nel pc, chiavette, hard-disk… Poi vabbè… Il letto lo faccio di tanto in tanto…
Adoro leggere, scrivere, sperimentare, azzardare, curiosare ed imparare.E sentirmi figa se poi riesco ad insegnarlo a qualcuno.
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